L’MB339 è un addestratore biposto di costruzione interamente italiana, tutt’oggi in uso presso il 61° Stormo, scuola di volo dell’Aeronautica Militare. Nella sua versione MB339A-PAN, equipaggia le Frecce Tricolori distinguendosi dalla versione da addestramento per la presenza del caratteristico impianto fumogeno.
1° Marzo 1982, è il giorno del 21° compleanno della PAN e a segnarlo arriva il regalo più bello, con il primo MB339PAN che atterra a Rivolto, pilotato dal Comandante del 313° Gruppo, il Col. Corrado Salvi.
E’ l’inizio di una nuova era: a spettacolarità e velocità delle manovre si sommano traiettorie sinuose, armoniche, eleganti, accompagnate da musiche ben cadenzate, conferendo al volo acrobatico nuovi ingredienti quali arte ed emozione, tipici ed esclusivi del patrimonio culturale italiano.
Se il G91 aveva sancito il successo internazionale delle Frecce Tricolori, il nuovo velivolo le consegna alla ribalta mondiale, con la Pattuglia che nei decenni successivi porta la meraviglia del suo programma acrobatico in Medio Oriente, nell’Est Europeo e per ben tre volte nei cieli di Canada e Stati Uniti.
La costante resta il connubio uomo-macchina tutto italiano, con un addestratore dalle eccezionali doti acrobatiche, capace ancora oggi, unico jet al mondo, di eseguire manovre ad alto contenuto spettacolare tipiche degli aerei a elica: un esempio su tutti, il Lomçovak del solista.
Grazie alle sue grandi doti di manovrabilità anche negli assetti più accentuati, contribuisce da oltre 40 anni al successo della Pattuglia Acrobatica Nazionale, che nel suo programma ne esalta le qualità eseguendo manovre proibitive per la maggior parte degli altri velivoli jet.
Dati tecnici
Lunghezza: 10,97 m.
Altezza: 3,99 m.
Apertura alare: 10,86 m
Peso a vuoto: 3.215 kg
Max peso al decollo: 5.895 kg – 12.996 lbs
Motore: turbojet Rolls-Royce Viper Mk 632
Potenza: 17,8 kN / 4000 lbf
Velocità: 917 km/h – 495 kts (solista 0/350 kts)
Quota: 100 ft – 5000 ft
Fattore di carico: +6 / -1 (solista +7 / -3)
Tangenza operativa: 14.600 m
Autonomia: 1.759 km – 950 NM (≈ 30 minuti)
Caratteristiche
01. Livrea P.A.N.
Il velivolo è stato adottato dalla Pattuglia Acrobatica con una colorazione tipica e particolare che riprendesse i colori della bandiera, ma che rappresentasse anche l’Aeronautica Militare. In foto la colorazione in uso dal 2015.
02. Antenna IFF
03. Sensore AOA
È un sensore che permette di determinare l’angolo d’attacco, ossia quell’angolo che si forma tra il vettore di avanzamento dell’aereo e il vento relativo.
04. Antenna radio UHF
05. Luci notturne di formazione
Sono delle luci ad elettroluminescenza che il pilota può accendere e regolare in intensità per poter volare in formazione di notte.
06. Sedile eiettabile Martin Baker Zero Zero MK IT-10F
07. Tubo di Pitot
È una sonda utilizzata per misurare la velocità relativa rispetto all’aria in cui vola il velivolo.
08. Antenna GPS
09. Luce beacon
10. Tanica mista
Contiene per metà carburante, per l’altra metà liquido fumogeno (bianco a destra, colorato a sinistra).
11. Travetto sub-alare
È un supporto strutturale che permette ai tecnici e manutentori di poter montare dei serbatoi supplementari di carburante che aumentano l’autonomia in volo.
12. Antenna VOR/LOC/ILS
13. Fance, micro-fance e pinna ventrale
Sono degli accorgimenti aerodinamici progettati per migliorare la qualità del volo del velivolo.
14. Antenna radio VHF/UHF
15. Tappo rifornimento carburante
È il punto in cui viene fissato un bocchettone per il rifornimento a pressione del carburante a terra.
16. Antenna TACAN
Un po' di storia...
Per rispondere ad una specifica dell’Aeronautica Militare che chiedeva un successore per gli addestratori MB-326 e G-91T, l’Aermacchi sviluppò nove studi diversi per un trainer di seconda generazione. Sette di questi impiegavano turbogetti o turboventole diversi.
Nel febbraio 1975 l’Aeronautica decise di adottare la versione provvista del motore Viper e il primo di due prototipi fece il volo iniziale nell’agosto 1976.
La struttura dell’MB.339 era quasi la stessa dell’MB-326K: differiva soprattutto nella parte anteriore della fusoliera, con il suo abitacolo modificato a posti scalati per consentire una maggiore visibilità per il pilota e una posizione più alta per l’istruttore rispetto all’allievo, e nel piano verticale di coda più ampio. Anche l’avionica venne nettamente migliorata includendo soluzioni innovative nella strumentazione e negli apparati di radionavigazione.
Dopo i due prototipi l’Aeronautica Militare ordinò un primo lotto di 15 esemplari, su un totale previsto di 100. Sebbene concepito per l’addestramento, l’MB.339A conserva i sei punti di attacco subalari dei suoi predecessori per l’addestramento al tiro o l’eventuale compito di appoggio tattico alle forze terrestri.
L’MB.339 si rivela subito più docile ed agile del predecessore, consentendo ampie possibilità di miglioramento del programma acrobatico che nel corso degli anni viene perfezionato ed arricchito di nuove figure la cui impostazione, oltre alle esigenze di spettacolarità, tiene soprattutto conto della sicurezza. Tale aspetto, seppur tenuto sempre nella massima considerazione, diviene oltremodo prioritario dopo il gravissimo incidente di Ramstein (Germania) dove nell’agosto del 1988, durante un’esibizione, rimangono coinvolti tre MB.339.
Tra i compiti istituzionali delle Frecce Tricolori c’è quello di ambasciatore dell’Italia nel mondo.
